Questo libro ci racconta la storia della ricerca di un amico d'infanzia, del passato e del presente, e soprattutto di un'Africa che fatica a trovare il suo futuro. Nel 1996 Manthia Diawara, un illustre professore di cinema e letteratura a New York, torna in Guinea, trentadue anni dopo che lui e la sua famiglia furono espulsi dal paese appena liberato. Sta iniziando a lavorare su un documentario su Sekou Toure, il dittatore che fu il primo leader della Guinea dopo l'indipendenza. Nonostante gli anni trascorsi, Diawara si aspetta di essere accolto come un insider, ed è scioccato nello scoprire che non è così. L'Africa che Diawara trova non è quella sull'orlo della barbarie, come descritta dalla stampa occidentale. Eppure non è nemmeno l’Africa della sua infanzia, quando l’entusiasmo per l’indipendenza faceva sembrare tutto possibile per i giovani africani. La sua ricerca di Sidime Laye porta Diawara a profonde meditazioni sulla cultura africana e sui problemi attuali. Suggerisce soluzioni che potrebbero superare l’eredità opprimente del colonialismo e delle pratiche sociali secolari, ma che mobiliteranno le forze e le energie indigene.
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