Dall'editore: Viviamo in un'epoca di ossessione. Non solo siamo irrimediabilmente devoti al nostro lavoro, stranamente dipendenti dai nostri programmi televisivi preferiti e disperatamente appassionati delle nostre auto, ma ammiriamo l'ossessione negli altri: chiediamo che gli amanti siano infatuati l'uno dell'altro nei film, rispondiamo alla passione di musicisti risoluti, facciamo il tifo per gli atleti motivati. Essere ossessivo significa essere americano; essere ossessivo significa essere moderno. Ma l’ossessione non è solo un fenomeno dell’esistenza moderna: è una categoria medica, sia una patologia che un obiettivo. Dietro questo paradosso si nasconde una storia affascinante, che Lennard Davis racconta in Obsession. Partendo dalle radici della malattia nella possessione demoniaca e nei suoi successori secolari, Davis traccia l'evoluzione del comportamento ossessivo da un fatto sociale e religioso della vita a un problema medico e psichiatrico. Dagli aspetti ossessivi della specializzazione professionale al sesso ossessivo e alla ninfomania, nessuna varietà di ossessione sfugge all'elegante analisi di Davis. L'ossessione considera anche la definizione clinica della condizione: Davis indaga l'enorme aumento (le stime suggeriscono fino a 600 volte) delle diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo negli ultimi trent'anni. Esaminando i molti modi in cui oggi i medici trattano il disturbo ossessivo compulsivo, sottolinea i limiti e le contraddizioni all'interno delle definizioni biologiche della malattia. Appassionato, spiritoso e colto, Obsession è per chiunque, dai lavatori compulsivi delle mani agli psicologi professionisti, sia rimasto affascinato, abbia lottato o abbia coltivato l'ossessione.
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