Beethoven gettò un'ombra incombente sul XIX secolo. Per i compositori fu un modello da emulare e da superare. "Non hai idea di come ci si sente", confidò Brahms, "quando si sente sempre un gigante del genere marciare dietro di sé." Esplorando la risposta di cinque compositori - Berlioz, Mendelssohn, Schumann, Brahms e Mahler - a ciò che ciascuno vedeva chiaramente come la sfida delle sinfonie di Beethoven, Evan Bonds migliora riccamente la nostra comprensione dell'evoluzione della sinfonia e dell'eredità di Beethoven. Bonds sostiene lucidamente che i grandi sinfonisti del diciannovesimo secolo si liberarono spazio creativo confrontandosi e deviando dalle pratiche del loro precursore potenzialmente travolgente. La sua analisi pone i capolavori familiari sotto una nuova luce.
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