Il 6 agosto 1995 ricorre il cinquantesimo anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima. Per alcuni quell’evento è ricordato come la conclusione della Seconda Guerra Mondiale; per altri l’alba dell’era nucleare, simbolo dell’imperativo di porre fine alla guerra. In City of Silence, Rachelle Linner attinge ai suoi viaggi a Hiroshima e al suo lavoro e alla sua amicizia con i sopravvissuti, gli "hibakusha" (letteralmente "persone colpite dalle bombe") per esplorare alcuni dei livelli più profondi di significato di questo evento profondamente importante. Con l'occhio di un contemplativo Linner esplora alcune delle storie meno conosciute della Bomba e della sua eredità umana. Queste sono storie di sofferenza, certo; ma sono anche storie di grazia, solidarietà e resilienza dello spirito umano. L'hibakusha è sopravvissuto a un'esperienza devastante; in un attimo il loro mondo fu letteralmente, completamente distrutto. Le loro sofferenze fisiche erano aggravate dall’isolamento, dalla stigmatizzazione sociale e dalla paura degli effetti ritardati delle radiazioni. Ma con questa esperienza molti di loro hanno accettato il senso di una missione e di uno scopo: testimoniare e superare il peso dell’amarezza e dell’odio.
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