Il critico culturale tedesco Walter Benjamin (1892-1940) è ampiamente considerato uno dei pensatori analitici più originali del XX secolo. Il suo saggio del 1936, "L'opera d'arte nell'era della riproduzione meccanica", ha rivoluzionato il modo in cui guardiamo alla funzione sociale dell'arte. Gli scritti qui raccolti utilizzano quel saggio - e la nozione chiave benjaminiana di aura - come trampolino di lancio per applicare le intuizioni di Benjamin a una selezione insolitamente diversificata di argomenti. indagando la prima invocazione dell'aura da parte di Benjamin dopo gli esperimenti con l'hashish, o riesaminando le teorie estetiche del suo alleato intellettuale Theodor W. Adorno, o illuminando in modo nuovo la poesia di Wallace Stevens, i dipinti di Jackson Pollock e la musica digitale "industriale" di Coil, questi saggi gettano un'ampia rete.
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