Cosa convalidava o invalidava il battesimo agli occhi dei cristiani medievali? La risposta a questa domanda non è né semplice né immediata. Come dimostra questo affascinante contributo alla storia intellettuale medievale, le idee medievali sul battesimo, sebbene viste come necessarie per la salvezza, erano tutt’altro che unanimi. Marcia Colish dimostra in modo convincente che, dal periodo patristico fino agli inizi del XIV secolo, ci fu un acceso dibattito intorno al battesimo di desiderio, al battesimo fittizio e al battesimo forzato. Attingendo a una gamma ampia e interdisciplinare di fonti che va ben oltre gli scritti di teologi e canonisti per includere testi e pratiche liturgiche, le sentenze dei papi e dei concili ecclesiastici, le vite dei santi, le cronache, la letteratura immaginativa e la poesia, Fede, finzione e forza nei dibattiti battesimali medievali illumina l'emergere e le fortune di queste tre controversie e i contesti storici che ne collocano lo sviluppo. Ogni dibattito ha la propria trama, i propri punti di svolta e le proprie figure seminali le cui posizioni ne hanno informato il corso. I pensatori coinvolti in ciascun caso erano e si consideravano membri della comunità cristiana occidentale ortodossa. Pertanto, un’altra scoperta di questo libro è che l’ortodossia cristiana nel Medioevo era in grado di comprendere e accettare disaccordi sia ampi che profondi su un sacramento considerato fondamentale per l’identità, la fede e la pratica cristiana.
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