Un contadino russo diventato una leggenda internazionale, un esule della Guerra Fredda che ha ispirato milioni di persone, un artista il cui nome rappresentava genio, sesso ed eccesso: la magnificenza della vita e dell'opera di Rudolf Nureyev è nota, ma in questo romanzo McCann reinventa questa figura carica di erotismo, ostinata, lussuriosa e guidata da un bisogno di perfezione mai soddisfatto, attraverso la luce che gettava su coloro che lo conoscevano. Attraversando quattro decenni e molti mondi, dagli orrori di Stalingrado al selvaggio abbandono di New York negli anni Ottanta, McCann racconta la storia attraverso un coro di voci: c'è la prima insegnante di danza classica di Rudi, che salva la sua protetta dalla vita stentata della sua città; Yulia, le cui ambizioni sessuali e artistiche sono ostacolate dal suo matrimonio approvato dai sovietici; e Victor, il truffatore venezuelano, che rivela il lato oscuro del set di celebrità gay. McCann evoca la coscienza distinta dell'uomo e il riflesso scintillante del mito. Dalla descrizione dell'editore.
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