Dopo decenni di spargimenti di sangue e terrore politico, molti lamentano l’ascesa della sinistra in America Latina. Dal trionfo di Castro, politici e storici hanno accusato la sinistra di rifiutare la democrazia, di abbracciare il totalitarismo comunista e di provocare sia la violenza rivoluzionaria che una reazione della destra. Attraverso ricerche d'archivio senza precedenti e avvincenti testimonianze personali, l'autore sfida queste opinioni. In tal modo, scopre la storia nascosta della Guerra Fredda latinoamericana: di reazionari relegati che si aggrappano al proprio potere e privilegio; dei marxisti maya che mescolano nozioni indigene di giustizia con idee universali di uguaglianza; e di Stati Uniti che sostengono nuovi stili di terrore di stato in tutta la regione.
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