Alla fine del diciannovesimo secolo, la Germania si rivolse al colonialismo, stabilendo protettorati in Africa, e verso una società dei consumi di massa, mappando il significato delle merci attraverso la pubblicità. Questi sviluppi, distinti nel mondo dell’economia politica, si intrecciarono nel mondo della cultura visiva. David Ciarlo offre una storia visiva innovativa di ciascuna di queste trasformazioni. Tracciando immagini commerciali attraverso diversi prodotti e media, Ciarlo mostra come e perché il "nativo africano" era emerso nel 1900 per diventare una figura familiare nel panorama tedesco, vendendo di tutto, dal sapone alle camicie al caffè. La razzializzazione delle figure nere, inizialmente associata agli spettacoli dei menestrelli americani in tournée in Germania, trovò sempre maggiore successo nella pubblicità tedesca fino e dopo il 1905, quando la Germania dichiarò guerra agli Herero nell'Africa sudoccidentale. La nuova portata della pubblicità non solo ha ampliato il pubblico interno del colonialismo tedesco, ma ha trasformato anche il significato politico e culturale del colonialismo, infondendogli un'impronta razziale semplificata. Il regno visivo ha modellato la visione del mondo dei governanti coloniali, ha illuminato l’importanza delle merci e, nel processo, ha tracciato un percorso verso la modernità tedesca. La potente visione della differenza razziale al centro di questa modernità avrebbe profonde conseguenze per il futuro.
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