Questo libro è una vivace confutazione del preconcetto secondo cui i contadini medievali esistevano in condizioni rurali idilliache o in condizioni di oppressione e povertà assoluta. Werner Rosener ristabilisce l'equilibrio della storia a favore dei contadini, illustrando che le loro vite erano complesse e interessanti quanto quelle della nobiltà. Rosener considera i fondamenti sociali, economici e politici della vita contadina, in particolare il modo in cui le divisioni occupazionali e fondiarie determinavano la relativa libertà della popolazione rurale. Al culmine del Medioevo, la condizione contadina migliorò quando la mezzadria sostituì il sistema signorile e il progresso nella tecnologia agricola aumentò la produttività. I contadini lasciavano i villaggi sovraffollati per coltivare terre meno fertili o scarsamente popolate. Le forme di insediamento nei villaggi si diversificarono gradualmente e i rapporti tra i contadini si svilupparono in reti comunitarie più complesse. Cambiarono la qualità e la varietà degli abiti e il design delle cascine e delle aie. L'autore getta anche nuova luce sui contadini di successo che possedevano terre e iniziarono a formare "repubbliche contadine" indipendenti dalla nobiltà. I contadini nel Medioevo diventerà sicuramente un'opera standard sulla storia della vita contadina. Sarà accolto favorevolmente dai medievalisti e dai sociologi e antropologi interessati al Medioevo o agli studi comparati.
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