"Il più grande contributo di Simplicio nel suo commento ad Aristotele sulla Fisica 1.5-9 risiede nel trattamento della materia. Questa è la sua prima traduzione in inglese. Il filosofo del VI secolo inizia con una preziosa delucidazione di ciò che Aristotele intende per 'principio' ed 'elemento' in fisica. La concezione stessa della materia di Simplicio è di una quantità che è completamente diffusa a causa della sua estrema distanza dalla sua fonte, quella neoplatonica, e cerca di trovare questa concezione sia nel resoconto dello spazio di Platone e in una vaga osservazione di Aristotele. Infine, Simplicio rifiuta la visione manichea secondo cui la materia è malvagia e risponde all'obiezione cristiana secondo cui rendere la materia imperitura significa metterla allo stesso livello di Dio. Questa è la prima traduzione dell'importante opera di Simplicio in inglese. Il filosofo del VI secolo inizia con una preziosa delucidazione di ciò che Aristotele intende per 'principio' ed 'elemento' in Fisica. La concezione stessa della materia di Simplicio è quella di una quantità che è del tutto diffusa a causa della sua estrema distanza dalla sua fonte, quella neoplatonica, e cerca di trovare questa concezione sia nella descrizione dello spazio di Platone che in una vaga osservazione di Aristotele. Infine, Simplicio rifiuta la visione manichea secondo cui la materia è malvagia e risponde all'obiezione cristiana secondo cui rendere la materia imperitura significa metterla allo stesso livello di Dio. Questa è la prima traduzione dell'importante opera di Simplicio in inglese.
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