Questo è il primo importante studio sul sequestro di massa delle proprietà armene da parte del regime dei Giovani Turchi durante il genocidio armeno del 1915. Descrive nel dettaglio l’emergere del nazionalismo economico turco, offre informazioni sulle ramificazioni economiche del processo genocida e descrive come il saccheggio è stato organizzato sul posto. La natura interconnessa della confisca delle proprietà avviata dal regime dei Giovani Turchi e dalle sue élite locali che hanno collaborato offre nuove intuizioni sulle funzioni e sui beneficiari delle rapine autorizzate dallo stato. Attingendo a documenti segreti e documenti non esaminati, gli autori dimostrano che mentre gli armeni subivano saccheggi e distruzioni sistematiche, ai turchi comuni veniva assegnata una serie di proprietà per il loro progresso.
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