Copertina Il paese invisibile
Fantascienza · 1996

Il paese invisibile

di Paul J. McAuley

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Fantascienza Genere
✍️
Paul J. McAuley Autore
— Valutazione media
📅
1996 Anno
Sinossi

Una recensione di Greg L. Johnson: The Invisible Country è la seconda raccolta di racconti di McAuley. Le storie, per lo più di fantascienza dura che attingono al background di biologia di McAuley, sono una buona introduzione a uno scrittore che è allo stesso tempo un narratore e uno stilista di prim'ordine. La storia del titolo, uno sguardo "il fine giustifica i mezzi" su un mondo del prossimo futuro che soffre di sovrappopolazione e catastrofe ambientale, è un esempio perfetto. La storia di Cameron e della sua decisione su come affrontare il mondo in cui è costretto a vivere è avvincente e presentata in una prosa che ricorda Lucius Shepard al suo meglio. Altrettanto impressionante è "Recording Angel", una storia lontanamente futura di ciò che accade quando gli abitanti di un mondo costruito vicino al bordo di un buco nero vengono visitati da una donna del lontano passato la cui filosofia non può fare a meno di cambiare il loro modo di vivere. Qui l'uso del linguaggio da parte di McAuley che evoca sottilmente un incredibile lungo periodo di tempo e ci fornisce una connessione con il nostro mondo, ricorda Gene Wolfe e Il libro del nuovo sole. Quattro delle storie incluse nella raccolta, "Prison Dreams", "Dr. Luther's Assistant", "Children of the Revolution" e "Slaves" sono ambientate nella stessa storia futura del romanzo Fairyland di McAuley. I migliori sono "Prison Dreams" e "Slaves". "Prison Dreams" ci presenta Lianna, una giovane donna con un chip in testa, che sta scontando un periodo come operatrice medica per il crimine che ha commesso. I suoi compiti la mettono in contatto con bambole, animali le cui menti e corpi sono stati alterati per consentire loro di svolgere il lavoro sporco per i cittadini che abitano le arcologie di Amsterdam. "Slaves" è la storia di formazione di Katz, una giovane donna che vive con una banda di "frangiatori", persone disoccupate o sfortunate che vivono nelle terre selvagge dell'Europa, dove le bambole rinnegate e gli umani che le aiutano stanno creando uno strano nuovo mondo. "Slaves" riesce ad essere una visione inquietante e, in contrasto con il titolo, edificante di un mondo che cambia in modi che i suoi creatori umani non comprendono più pienamente. Delle restanti storie, due sono ambientate nella stessa storia alternativa di Pasquale's Angel, l'evocazione di McAuley dell'Italia del primo Rinascimento. Entrambe le storie ruotano attorno al personaggio del Dr. Pretorious, una figura simile a Frankenstein la cui vita attira l'attenzione del Dr. Stein nell'antica Venezia, e Larry Cochrane, un giornalista investigativo dei nostri tempi. L'altra storia di The Invisible Country, "Gene Wars", è un racconto, istantanea per istantanea, di un mondo e della sua gente trasformati dalla biotecnologia. L'unica cosa che accomuna tutte queste storie è la simpatia per quelle che McAuley chiama "le vittime della tecnologia". I personaggi del punto di vista sono persone le cui vite sono state cambiate e che stanno lottando per resistere e trovare un posto per se stessi in un mondo costantemente alterato dalla tecnologia. Sebbene il talento artistico di McAuley sia più evidente in "Il Paese invisibile", generalmente è attento a non lasciare che la prosa ostacoli il racconto di una buona storia. Il risultato è una splendida raccolta di racconti che funge anche da ottima introduzione a uno dei migliori nuovi scrittori emersi negli anni Novanta.

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