Copertina In difesa di "Ivan il Terribile"
Saggistica Generale · 1996

In difesa di "Ivan il Terribile"

di Yoram Sheftel

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Saggistica Generale Genere
✍️
Yoram Sheftel Autore
— Valutazione media
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1996 Anno
Sinossi

Ecco la vera storia del famigerato processo farsa di John Demjanjuk, l'uomo falsamente accusato di essere uno dei più mostruosi criminali di guerra nazisti, Ivan il Terribile di Treblinka. Ora, per la prima volta, l'avvocato di Demjanjuk, Yoram Sheftel, uno dei più importanti avvocati israeliani e fervente nazionalista israeliano, racconta la storia di un orribile errore giudiziario motivato più dal desiderio di punizione per l'Olocausto della sua amata nazione che dalle prove. Questo dramma giudiziario nella vita reale inizia in Unione Sovietica, dove le "prove" contro Demjanjuk furono falsificate per la prima volta dal KGB come parte di una "puntura" diplomatica internazionale. Tra i “punti” c’era il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Lì l'Ufficio investigativo speciale, incaricato di scovare i criminali di guerra nazisti, e con un record di fallimenti e un futuro in dissolvenza, non perse tempo e si avventò sullo sfortunato Demjanjuk. Ben presto, nel loro zelo nel mandare a morte l’uomo che sostenevano fosse Ivan, i funzionari governativi degli Stati Uniti iniziarono a nascondere le prove che dimostravano l’innocenza di Demjanjuk in modo da potergli togliere la cittadinanza ed estradarlo in Israele, nascondendo nel frattempo la verità. Una volta in Israele un processo equo era quasi impossibile. Con la stampa che scatenava una frenesia di odio contro un uomo innocente e giudici palesemente parziali che consentivano prove palesemente falsificate in un’atmosfera più simile a un linciaggio che a un processo, John Demjanjuk fu giudicato colpevole e condannato a morte. Solo all’ultimo momento Sheftel, a quel tempo l’uomo più odiato in Israele, riuscì a trovare la prova decisiva che avrebbe dimostrato oltre ogni dubbio che John Demjanjuk non era Ivan il Terribile, era innocente da tutte le accuse e non aveva mai partecipato in alcun modo all’orrore dell’Olocausto. Le domande che Sheftel solleva in questo libro importante e stimolante - sul ruolo dei media in casi clamorosi; sulla validità della testimonianza della "memoria rimossa"; sulla lotta tra pregiudizio e legge in una democrazia - emergono direttamente dai titoli dei giornali di oggi e sono più importanti che mai proprio qui a casa.

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