In Software for the Self, Anthony Smith getta un'ampia rete sulla società e sulla cultura, descrivendo gli effetti della "rivoluzione dell'informazione" sull'umanità attuale e suggerendo cosa accadrà in futuro. Smith ripercorre lo sviluppo dell'intrattenimento descrivendo come in passato fosse qualcosa per lo più fuori casa ma, a partire dalle trasmissioni radiofoniche e poi televisive, l'intrattenimento ha gradualmente preso il sopravvento sull'ambiente domestico e, anzi, ne ha trasformato l'organizzazione. Inoltre, le forme di comunicazione di massa come la radio, la televisione e il cinema stanno attualmente cedendo il passo a forme di comunicazione più personali come Internet. Smith vede l'intrattenimento muoversi in due direzioni opposte: da un lato verso la "grande esperienza comunitaria spettacolare" come Disney World, e dall'altro verso l'interazione solitaria al computer. Crede che sia del tutto possibile che una nuova generazione non guarderà oltre i propri computer per informazioni e intrattenimento. Smith vede l’intrattenimento stesso diventare sempre più centrale nella cultura e nella società perché le persone avranno sempre più tempo libero. Sebbene siano stati compiuti progressi high-tech nel mondo dello scambio di informazioni, della scienza, del commercio, dell’industria e della difesa. Smith ritiene che l’intrattenimento sia cruciale per le forme che assumerà la nuova tecnologia e per gli usi a cui sarà destinata. Come afferma acutamente Smith, “l’industria dell’intrattenimento, insieme a quella della salute, è quanto di più vicina a ciò che le persone realmente desiderano e per le quali sono disposte a pagare”.
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