La contabilità del valore equo (FVA) si riferisce alla pratica di aggiornare regolarmente la valutazione di attività o titoli, idealmente facendo riferimento ai prezzi correnti per attività o titoli simili stabiliti nel contesto di un mercato liquido; la contabilità a costo storico (HCA) registra invece il valore di un bene come il prezzo al quale è stato originariamente acquistato. Sulla scia della crisi finanziaria del 2008, sono state avanzate argomentazioni contrastanti sul contributo degli approcci valutativi nell’innescare la crisi. Questo rapporto indaga e chiarisce la relazione tra questi due approcci contabili e i rischi per il sistema finanziario. Gli autori esaminano le implicazioni di rischio di FVA e HCA nelle varie situazioni in cui ciascuno viene utilizzato; valutare il ruolo che questi approcci contabili hanno svolto storicamente nelle crisi finanziarie, compresa la crisi finanziaria del 2008, la crisi dei risparmi e dei prestiti degli anni ’80 e la crisi del debito dei paesi meno sviluppati degli anni ’70; ed esplorare approfondimenti sul rischio sistemico che possono essere raccolti da una migliore comprensione degli approcci contabili. Gli autori ritengono che il FVA probabilmente non sia stato uno dei fattori principali della crisi del 2008. Inoltre, suggeriscono che né FVA né HCA sono oggettivamente ⁰́₋migliori⁰́₊ dell'altro. Invece, entrambi gli approcci contabili possono fornire informazioni utili per contesti diversi se applicati in modo rigoroso, ma quando sono implementati in modo inadeguato o quando la supervisione regolamentare è debole, sia FVA che HCA possono produrre informazioni fuorvianti che possono aumentare il rischio sistemico in tutto il settore finanziario. Gli autori concludono con una serie di raccomandazioni su come migliorare FVA e HCA, e le informazioni finanziarie generate da entrambi i metodi, per proteggere meglio il settore bancario dal rischio sistemico in futuro.
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