Uno sguardo ironico e ricco di fatti alle persone e ai luoghi che hanno reso la scena indie/punk quella che è oggi. La scena musicale underground americana sta esplodendo ovunque, non solo a New York e Los Angeles (anche se abbiamo coperto anche quelle città!): A Washington, D.C. . . Ian MacKaye e Fugazi ispirarono la cultura straightedge, che prevedeva che i bambini di tutto il mondo disegnassero X nere sulle loro mani con un pennarello magico. A Omaha, nel Nebraska. . . Un giovane Conor Oberst, alias Bright Eyes, ha iniziato a scrivere ed eseguire canzoni d'amore strazianti alla tenera età di tredici anni. A Long Island, New York. . . Taking Back Sunday e Brand New si sono battuti per la supremazia emo e per i fragili cuori di un milione di adolescenti. Dal coautore del libro di culto Everybody Hurts: An Essential Guide to Emo Culture arriva Wish You Were Here, una guida di viaggio che combina una storia tormentata che copre tutto, da ciò che costituisce l'etichetta corretta del critico rock a Minneapolis al motivo per cui le band pop-punk di Chicago hanno così tanta angoscia suburbana, a come i freegan nella Bay Area possono nutrirsi con un budget che li renderebbe frugali. Il viso di Rachael Ray arrossisce.
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