Feminizing Venereal Disease ripercorre la medicalizzazione della prostituta come fonte simbolica di malattia sociale - il corpo malato ordinario - dell'Inghilterra vittoriana. In tal modo presenta un argomento forte sul genere della medicina del diciannovesimo secolo, evidenziando l’interrelazione tra i concetti di femminilità, le normative sulla sanità pubblica e lo Stato. Un esempio affascinante di come la storia possa illuminare il discorso contemporaneo, il libro si conclude con un’avvincente discussione sull’impatto delle nozioni vittoriane del corpo sulle attuali discussioni sull’HIV/AIDS, sostenendo in modo convincente che l’AIDS, come la sifilide nel diciannovesimo secolo, è diventata una malattia femminilizzata.
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