Con l'arguzia e il ritmo di Anthony Bourdain, lo chef e antropologo italiano Leonardo Lucarelli tratteggia la vita esilarante dietro le porte chiuse dei ristoranti e l'improbabile etica del lavoro in cucina. In Italia, i ristoranti a cinque stelle e gli chef famosi possono sembrare, in superficie, parte del panorama. In realtà, il settore della ristorazione è duro, spietato e spietato come in qualsiasi altra parte del mondo, a volte addirittura in collusione con il losco mondo della criminalità organizzata. La voce potente di Leonardo Lucarelli ci accompagna attraverso il ventre molle del mondo della ristorazione italiana. Lucarelli è uno chef professionista che da quasi vent'anni vaga per l'Italia aprendo ristoranti, formando sous-chef sottopagati e a volte irrimediabilmente incompetenti, corteggiando cameriere, lavorando per lunghe ore, sotto l'effetto della droga e maledicendo una passione culinaria ereditata da adolescente dal padre hippie. Nel suo esordio, Carne tritata: l'educazione di uno chef italiano, Lucarelli ci insegna che anche tra furfanti e disadattati, in cucina esiste un codice morale che deve, sopra ogni altra cosa, essere sempre rispettato.
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