Il giovane Arvid Jansen vive alla periferia di Oslo. Sono i primi anni Sessanta; suo padre lavora in una fabbrica di scarpe e sua madre danese lavora come donna delle pulizie. Arvid ha incubi sui coccodrilli e bagna ancora il letto di notte, ma lentamente inizia a comprendere il mondo che lo circonda. Immagini vivide accompagnano ogni nuovo evento: una foto di sua madre da giovane lo fa piangere quando si rende conto di come passa il tempo, e l'auto nera che viene a prendere suo padre il giorno in cui muore il nonno di Arvid gli ricorda la scomparsa del suo ciuffolotto. E poi, una mattina, il suo insegnante dice alla sua classe di pregare perché una guerra nucleare è incombente. Ashes in My Mouth, Sand in My Shoes, il debutto di Per Petterson, in cui presenta Arvid Jansen al mondo, è un delicato ritratto dell'infanzia in tutta la sua complessità, meraviglia e confusione che delizierà sia i fan di Out Stealing Horses che i nuovi lettori.
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