Attraverso le teorie narrative e di genere, questo studio decostruisce i presupposti basati sul genere che facciamo nella lettura delle narrazioni, e Clifford si concentra a titolo esemplificativo sulle risposte critiche che hanno definito in modo restrittivo la narrativa di D. H. Lawrence ed Ernest Hemingway negli ultimi 60 anni. Hemingway e Lawrence sono stati rigidamente definiti sia dai formalisti che dalle femministe come prepotentemente "maschili" e, di conseguenza, molti lettori critici liquidano la loro narrativa come piuttosto limitata nelle sue possibilità interpretative. Affrontando le ipotesi basate sul genere fatte dai lettori di questi scrittori modernisti, questo studio rivaluta il desiderio narrativo di personaggi come Brett Ashley e Frederic Henry, Ursula Brangwen e Connie Chatterley, nel momento in cui rispondono ai centri eroici delle loro narrazioni, sia che tali centri siano personaggi che abitano il romanzo o lettori critici che impongono strategie di lettura limitate. Rispondendo all'eredità critica che circonda questi testi modernisti, rivela i modi in cui questi romanzi e racconti in realtà negano i limiti di una narrativa eroica codificata.
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