Questo lavoro di Max Bense si occupa principalmente del rapporto tra una teoria semiotica ben fondata e le cosiddette scienze metasemiotiche (sistemi teorici), che possono essere fondate e legittimate scientificamente solo attraverso la semiotica, come la matematica, la logica, l'estetica o le scienze naturali e umanistiche in generale. Ciò dimostra che la teoria generale dei segni o semiotica teorica, quale è stata sviluppata sulla base di Charles Sanders Peirce dalla cosiddetta “Scuola di Stoccarda” sotto la guida di Max Bense ed Elisabeth Walther, può essere considerata come la teoria vera e propria della moderna ricerca di base generale. Viene spiegato, tra l'altro, quante delle dieci "classi di segni" (combinatorie) formulabili nella semiotica di tipo peirceano e le dieci "classi di realtà tematiche" ad esse assegnate (i cosiddetti temi di realtà) siano necessarie per costruire concettualmente singole scienze o teorie. Risulta che per la matematica sono essenziali tutti e dieci, per la logica solo tre e per l'estetica (nel senso della "realtà estetica" degli oggetti artistici) è essenziale solo una classe di personaggi o tema della realtà. Ulteriori aspetti nuovi del libro sono la presentazione della semiotica teorica nei cosiddetti sistemi dualistici e una definizione semiotica dell'a priori epistemologico (Kant) che tenga conto delle teorie scientifiche e matematiche.
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