"Recreating First Contact" esplora la proliferazione dei viaggi avventurosi emersi all'inizio del XX secolo e i temi legittimati dalle loro associazioni con le visioni popolari dell'antropologia. Durante quel periodo, nuove tecnologie di trasporto e di registrazione - in particolare aeroplani, automobili e piccole fotocamere portatili, fisse e cinematografiche - furono utilizzate da molte spedizioni per documentare gli ultimi luoghi incontaminati del globo e riportarli a casa a un pubblico entusiasta. Queste spedizioni venivano spesso presentate come incontri di primo contatto e incantavano il pubblico. Le varie narrazioni contenute negli articoli, nei libri, nei film, nelle mostre e nelle conferenze generate dalle spedizioni hanno alimentato gli stereotipi preesistenti sulla differenza razziale e tecnologica e hanno contribuito a crearli di nuovo nella cultura popolare. Attraverso l'analisi di diverse spedizioni e delle loro scie popolari, questi saggi (prefazione, introduzione + 12 capitoli aggiuntivi, in seguito) tracciano le relazioni complesse ma oscurate tra antropologia, viaggi avventurosi e immaginazione cinematografica che gli anni '20 e '30. hanno generato e come i loro miti sono sopravvissuti. Il libro esplora ulteriormente gli effetti - sia positivi che negativi - di tali spedizioni sulla disciplina dell'antropologia stessa. Così facendo, tuttavia, questo volume esamina questi impatti da una varietà di prospettive nazionali, e quindi attraverso questi diversi punti di vista crea una prospettiva più sfumata su come le spedizioni fossero allo stesso tempo un fenomeno globale ma anche culturalmente ordinato"--
caricamento...