"Viene come ospite al banchetto dell'esistenza, e sa che ciò che conta non è quanto eredita ma come si comporta durante il banchetto, e per cosa la gente lo ricorda e lo ama." - Boris Pasternak, Agli amici dell'Est e dell'Ovest Mai prima d'ora nella storia umana così tanti di noi si sono abbandonati ai piaceri un tempo riservati solo ai reali. Pensa alle comodità, alle comodità, ai viaggi, al tempo libero di cui godiamo. Eppure, anche con questa abbondanza, siamo ansiosi, confusi e pieni di paura. Dwight Currie pone la domanda: qual è il problema? How We Behave at the Feast è un saggio e meraviglioso invito a celebrare la grande festa dell'esistenza chiamata vita. Usando stagioni, festività, folklore ed eventi culturali, Currie serve un'intera festa di arguzia e saggezza che tocca il cuore e sfida l'intelletto con umorismo gentile e intuizione originale. Queste cinquantadue riflessioni servono sia come guida che come compagna in un'esplorazione durata un anno di tutta la generosità che la vita ha da offrire. Gennaio avanza l'idea che la vita è un banchetto. Febbraio esplora chi è invitato. Marzo si concentra su ciò che ci viene servito nella vita e aprile ci ricorda che siamo tutti dei pesci d'aprile. Maggio riguarda la nostra posizione nella vita; giugno con la nostra risposta a quel lotto. Luglio riguarda sapere come e quando dire di no, e agosto è per quei momenti in cui l'obiettivo è la solitudine. Settembre esalta la dignità del lavoro, ottobre riguarda il raccolto. Novembre riguarda la gratitudine e la grazia, mentre il tema di dicembre è l'accettazione. Ogni passaggio serve come un promemoria, un suggerimento, un avvertimento o un rimprovero che "tra tutti i piaceri di cui godiamo, il nostro più grande lusso è la libertà di scegliere. Possiamo scegliere come comportarci, e questo significa che abbiamo la scelta di optare per la civiltà e la grazia". Pensa a questi pezzi come alle buone maniere a tavola per l'anima.
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