Con il crollo dell’Impero francese tra il 1812 e il 1815, gli artisti di tutta Europa rimasero incerti e alla deriva. L’abdicazione definitiva dell’imperatore Napoleone, aprendo la strada a una monarchia restaurata, sconvolse profondamente i confini nazionali, religiosi e sociali prevalenti. In "Restoration", Thomas Crow combina una visione ampia dei centri d'arte europei - Roma, Parigi, Londra, Madrid, Bruxelles e Vienna - con uno sguardo ravvicinato ad artisti fondamentali e significativi, tra cui Antonio Canova, Jacques-Louis David, Theodore Gericault, Francisco Goya, Jean-Auguste-Dominique Ingres, Thomas Lawrence e i pittori dimenticati ma fulminei Francois-Joseph Navez e Antoine Jean-Baptiste Thomas. Direttamente o indirettamente, tutti furono collegati in una nuova rete internazionale in cui le mutevoli priorità e possibilità artistiche emersero dalle rovine del vecchio. Crow esamina come gli artisti di questo periodo affrontarono circostanze drammatiche, dalla condanna politica e difficili missioni diplomatiche a un catastrofico episodio di cambiamento climatico. Facendo fronte a pressioni in continua evoluzione, hanno inventato modi creativi per incorporare eventi critici e individui significativi in nuove opere artistiche. Crow discute, tra i molti argomenti, dell'arte e della pedagogia di David durante l'esilio, della spinta di Ingres a conciliare l'arte religiosa con le mentalità contemporanee, dei vincitori titolati su Napoleone tutti seduti per i ritratti di Lawrence e della campagna per restaurare gli oggetti d'arte espropriati dai francesi dall'Italia, prefigurando le controversie sulla restituzione del nostro tempo.
caricamento...