Con oltre quattrocento romanzi in tutto, compresi gli amati racconti del commissario Maigret, i romanzi di Georges Simenon sono stati tradotti in una cinquantina di lingue, con vendite che superano i 500 milioni di copie in tutto il mondo. Ora, avvalendosi di un accesso senza precedenti alle carte, alla famiglia e agli amici di Simenon, Pierre Assouline ci racconta la storia assolutamente avvincente di questo genio tormentato ed egocentrico della produzione letteraria di massa. La narrazione inizia con una giovinezza travagliata nella Francia degli anni '20: il precoce coinvolgimento di Simenon con il crimine e le prostitute ispirò il senso di colpa che avrebbe perseguitato la sua età adulta e gli argomenti che avrebbe indagato ossessivamente nella sua narrativa. Assouline ricrea vividamente le complesse e dolorose relazioni familiari di Simenon, così come le sue controverse attività politiche, occasionalmente come partigiano dell'estrema destra. Mentre assistiamo all'evoluzione di Simenon in un autoprodigio letterario (all'apice del suo potere poteva produrre ottanta pagine al giorno), osserviamo anche la crescita - e la soddisfazione - dei suoi notoriamente smisurati appetiti di fama, ricchezza e donne. E lo vediamo in compagnia di alcune delle grandi icone culturali del suo tempo, tra cui la sua amante Josephine Baker, nonché Henry Miller, Colette, Jean Renoir e Andre Gide, che definì Simenon il più grande romanziere del secolo.
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