Biografia
Adriano Prosperi (Cerreto Guidi, 21 agosto 1939) è uno storico italiano. == Biografia == === Carriera accademica === Si è formato presso l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore, dove è stato allievo di Armando Saitta e Delio Cantimori. Ha insegnato Storia moderna presso l'Università della Calabria, l'Università di Bologna, l'Università di Pisa e la Scuola Normale Superiore. È membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. I suoi principali interessi di studio hanno riguardato la storia dell'Inquisizione romana, la storia dei movimenti ereticali nell'Italia del Cinquecento, la storia delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed età moderna. La sua opera più nota è stata Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, in cui Prosperi ha presentato un'interpretazione dei modi e delle forme con cui l'egemonia cattolica si sarebbe definitivamente affermata in Italia a cavallo tra XVI e XVII sec., interpretazione che ha suscitato un ampio dibattito storiografico sul peso dell'Inquisizione nella storia italiana. === Attività pubblicistica === Ha scritto per le pagine culturali del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, occupandosi per lo più di recensioni di libri. In seguito ha collaborato con La Repubblica, estendendo il suo campo di intervento a temi di rilevanza politica e sociale. Ha curato la rubrica il taccuino sul settimanale Left. Ha partecipato ad alcune puntate della trasmissione L'Infedele, condotta da Gad Lerner su LA7. I suoi interventi pubblici, tra 2008 e 2012, sono stati caratterizzati da una forte polemica anti-berlusconiana e contro il negazionismo della Shoah e l'antisemitismo. == Dibattiti storiografici e controversie == === Il dibattito storiografico su Delio Cantimori === Prosperi ha partecipato al dibattito storiografico su Delio Cantimori in difesa del maestro. === Il dibattito storiografico sul peso dell'Inquisizione nella storia italiana === Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari (1996, 20092) è un libro di storia moderna che indaga i rapporti tra Chiesa e società, non solo nell'esercizio del potere materiale dello Stato Pontificio in piena epoca di Controriforma, ma in misura maggiore sul formarsi della coscienza stessa cattolica attraverso tre istituzioni (che corrispondono alle tre parti del libro stesso): l'Inquisizione (con lo sviluppo del Sant'Uffizio e dei suoi manuali), la confessione (come controllo dei singoli e del territorio per la lotta all'eresia, nell'evoluzione tra Riforma di Lutero e Concilio di Trento) e, infine, la predicazione dei missionari. La parte centrale del libro include capitoli sulla superstizione, gli esorcisti, la magia, la santità vera e falsa. La pubblicazione del saggio suscitò apprezzamenti (come la recensione di Carlo Ginzburg in La Repubblica), e anche critiche, alimentando un intenso dibattito storiografico sul ruolo dell'Inquisizione e della Chiesa cattolica nella storia italiana. Giovanni Romeo nel 1999 pubblicò una recensione sulla r