Biografia
Berardo Eroli (Narni, 1409 – Roma, 2 aprile 1479) è stato un cardinale e giurista italiano. == Biografia == Era figlio di Ludovico, della famiglia Eroli di Narni. Si laureò in giurisprudenza e probabilmente insegnò questa materia in diverse università italiane e compose consilia , decisioni rotali e il commento ai primi due libri del Codex mirabilis necnon iuris canonici. Gaspare da Verona gli riconosce competenza nel campo del diritto civile («iuris civilis cognitione») e lo descrive come una persona nota per essere rigida e severa («severus, asper, durus»), anche se, secondo lui, solo verso coloro che lo meritavano. Vespasiano da Bisticci, nel breve profilo biografico che gli dedica, sottolinea la sua integrità, particolarmente apprezzata nelle controversie legali, che per questo motivo gli erano affidate in gran numero. Iniziò la carriera curiale con papa Niccolò V: dapprima referendario, ebbe successivamente la nomina a cappellano papale e l'ufficio di auditor causarum palatii apostolici. Il 13 novembre 1448 venne eletto alla sede vescovile di Spoleto (primo di una serie di vescovi appartenenti alla famiglia Eroli), dove rimase meno di un anno: nel 1449 infatti Niccolò V lo nominava - per la sua "laudabili vita, morum gravitate, probata fide et circumspectione - vicario papale per la città di Roma, incarico che tenne per diversi anni (almeno fino al 1457), come testimoniano le attestazioni nei registri vaticani e le sentenze di diverso genere pronunciate in quegli anni. Nel 1451 fu anche giudice, commissario e referendario nel secondo processo per la canonizzazione di Francesca Romana. Niccolò V gli conferì inoltre alcuni benefici: nel 1451 la commenda del monastero benedettino di Colleantico nella diocesi di Spoleto e nel 1453 la commenda di quello di San Cassiano presso Narni. Papa Callisto III, pochi mesi dopo la sua elezione al soglio pontificio, lo riconfermò come vicario in spiritualibus nella città di Roma e gli affidò, insieme con Guglielmo di Fondera, vescovo di Oloron, e con Cosimo di Monserrato, confessore del papa, l'incarico di visitatore e riformatore delle chiese e monasteri romani, maschili e femminili, di qualsiasi ordine, e anche di tutti gli altri luoghi pii , con ampi poteri di indagare e correggere abusi e mancanze, di unire chiese e monasteri e di rimuovere e sostituire parroci. Papa Pio II lo ebbe in grande considerazione: nel 1458 lo nominò luogotenente del camerlengo e il 5 marzo 1460 lo elevò alla dignità cardinalizia con il titolo di Santa Sabina, nonostante l'opposizione dei cardinali Domenico Capranica e Prospero Colonna, secondo i quali la sua frugalità era inopportuna per la dignità cardinalizia. Pio II lo provvide di un cospicuo beneficio, la commenda dell'abbazia delle Tre Fontane di Roma. Fu anche a capo dell'"Ufficio delle Suppliche", coordinando il lavoro dei referendari, divenuti molto più numerosi durante il pontificato di Pio II, ed ebbe altri importanti incarichi, soprattutto di carattere legale: la c