Biografia
Jeanne-Marie Bouvier de La Motte Guyon (comunemente Madame Guyon; 13 aprile 1648 - 9 giugno 1717) è stata una mistica francese, scrittrice spirituale e insegnante laica di preghiera i cui scritti sulla preghiera interiore, l'abbandono a Dio e l'amore puro divennero uno dei temi centrali della controversia quietista della fine del XVII secolo in Francia. Le sue opere, in particolare Moyen court et très facile de faire oraison e i suoi commenti biblici, circolarono ampiamente sotto forma di manoscritti e stampe. Influenzarono François Fénelon, arcivescovo di Cambrai, ma attirarono l'opposizione di Jacques-Bénigne Bossuet, Louis Antoine de Noailles e altre autorità ecclesiastiche francesi. Guyon non fu mai formalmente condannata come eretica per nome, ma i suoi scritti e i suoi insegnamenti erano dietro gli Articoli di Issy nel 1695, e la sua corte di Moyen fu inserita nell'Index Librorum Prohibitorum nel 1689. Fu imprigionata più volte, anche alla Bastiglia, e trascorse i suoi ultimi anni a Blois. Sebbene il suo insegnamento rimanesse sospetto nella Francia cattolica, i suoi scritti furono ampiamente letti nei circoli protestanti, specialmente tra pietisti, quaccheri, metodisti, scrittori di santità e altre tradizioni di religione interiore. La spiritualità di Guyon apparteneva anche a una più ampia letteratura transnazionale di preghiera interiore che includeva i primi contemplativi spagnoli e neo-spagnoli. Tra le figure lette dalla cerchia di Guyon c'era Gregorio López, l'eremita spagnolo della Nuova Spagna, la cui preghiera radicalmente semplificata e la cui reputazione di moderno padre del deserto contribuirono a plasmare le successive tradizioni cattoliche e protestanti di devozione interiore. == Vita == === Primi anni === Jeanne-Marie Bouvier de La Motte nacque a Montargis, a sud di Parigi, in una ricca famiglia della borghesia provinciale francese. Suo padre, Claude Bouvier de La Motte, apparteneva all'élite giuridica e amministrativa locale. La sua infanzia alternò la vita familiare e periodi di educazione nei conventi, tra cui le case delle Orsoline e dei Benedettini. Guyon in seguito si descrisse come una bambina attratta sia dalla pietà che dalla vanità, e la sua autobiografia presenta i suoi primi anni di vita come una serie di movimenti instabili tra aspirazione religiosa, pressione familiare, malattia e ambizione sociale ordinaria. La sua successiva autopresentazione appartiene al genere dell'autobiografia spirituale della prima età moderna. Non si limita a registrare gli eventi, ma li interpreta come tappe di un'educazione interiore da parte di Dio. Gli studiosi moderni quindi usano l'autobiografia con cautela, trattandola sia come un'importante fonte storica sia come una narrazione teologica modellata dalle convenzioni dell'autoscrittura mistica. === Matrimonio e vedovanza === Nel 1664, all'età di quindici anni, Jeanne-Marie sposò Jacques Guyon, un uomo ricco molto più vecchio di lei. Il matrimonio la portò in una famiglia socialmente importante, ma fu infelice. Guyon in seguito descrisse questi anni come segnati dalla costrizione domestica, dall'ostilità dei parenti, dalle malattie fisiche e dalla morte dei bambini. Dal matrimonio nacquero cinque figli, anche se non uno