Biografia
Annelies Marie Frank, detta Anne (pronuncia olandese [ʔɑnəˈlis maːˈri ˈʔɑnə ˈfrɑŋk]; tedesca [ʔanəliːs maˈʁiː ˈʔanə ˈfʁaŋk], ), chiamata Anna Frank in italiano (Francoforte sul Meno, 12 giugno 1929 – Bergen-Belsen, febbraio o marzo 1945), è stata una giovane scrittrice ebrea tedesca, divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti, e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen. Visse gran parte della sua vita ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, dove la famiglia si era rifugiata dopo l'ascesa al potere dei nazisti in Germania. Fu privata della cittadinanza tedesca nel 1935, divenendo così apolide, e nel proprio diario scrisse che ormai si sentiva olandese e che dopo la guerra avrebbe voluto ottenere la cittadinanza dei Paesi Bassi, paese nel quale era cresciuta. == Biografia == === Infanzia a Francoforte === Anna nacque il 12 giugno 1929, come seconda figlia di Otto Heinrich Frank (12 maggio 1889 - 19 agosto 1980) e di sua moglie Edith Frank, nata Holländer (16 gennaio 1900 - 6 gennaio 1945), nella clinica dell'Associazione delle donne patriottiche nel parco Eschenheim, a Francoforte, distrutta durante la seconda guerra mondiale. Aveva una sorella maggiore, Margot Betti Frank (16 febbraio 1926 - febbraio 1945). Fino all'età di due anni Anna visse nell'edificio in Marbachweg n. 307 e in seguito si trasferì nella Ganghoferstraße n. 24 (entrambe nel quartiere Dornbusch). La famiglia Frank viveva in una comunità mista e i figli crebbero insieme con bambini di fede cattolica, protestante ed ebraica. I Frank erano ebrei riformati: molte tradizioni ebraiche erano conservate, ma solo alcune venivano praticate. Edith era la più credente, mentre Otto, che aveva prestato servizio come ufficiale per l'esercito tedesco durante la prima guerra mondiale, lavorava come imprenditore e si occupava principalmente dell'educazione delle sue figlie, che stimolava alla lettura grazie anche alla ricca biblioteca privata che possedeva. Anna dovette sempre confrontarsi con i paragoni con la sorella maggiore Margot: questa era buona, esemplare e timida, mentre Anna era molto più vivace, piena di interessi, ma anche estroversa e impulsiva, e si sentiva costantemente trattata peggio della sorella. Prima che il nazionalsocialismo irrompesse nella sua vita e la distruggesse, Anna viveva tranquillamente con la sua famiglia e con i suoi amici a Francoforte. Poteva anche fare visita a Basilea alla nonna Alice Frank, la madre di Otto. Nel 1931 questa si era trasferita con la figlia Hélène detta "Leni" (zia di Anna e sorella di Otto) e i figli di lei Stephan e Bernhard (è stato un attore con lo pseudonimo di Buddy Elias e presidente della Anne Frank Fonds di Basilea, società che amministra i diritti d'autore sul diario di Anna) a Basilea, dove suo marito nel 1929 aveva aperto la rappresentanza svizzera della Opekta, una ditta che produceva pectina per la realizzazione di marmellate.